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€16.00 (In Stock)

Pochi mesi prima di morire, Mozart viene contattato da « un vecchio amico bavarese
», Emanuel Schikaneder, un impresario-tuttofare dal fiuto sopraffino che gli propone
di musicare il libretto cui sta lavorando, ispirato ai fortunati « racconti orientali
» di Wieland. L’esito miracoloso di quella collaborazione – Il f lauto magico – ci appare
ancor oggi un intrico di sottotesti e allusioni difficilmente intelligibili, che il
presente volume si propone di decifrare grazie a due contributi illuminanti. Il saggio-
racconto di Pietro Citati La luce della notte sviscera la rete sterminata dei testi
consultati da Mozart e Schikaneder per approdare a una sorta di « commento » della
storia: un intarsio di parafrasi e interpretazione visionaria che chiarisce le ragioni del
re-sacerdote Sarastro, i diversi idilli della $aba e l’ambivalenza pervasiva della Regina
della Notte, sincretismo di Iside e Demetra, che domina l’opera con « la sua sopravveste
brillante di atro splendore » e « il luccichio dei suoi astri ». Nella Ricerca di Iside,
invece, Jurgis Baltrušaitis identifica nel Flauto magico una delle sequenze-chiave di
quel percorso sinuoso che l’« Egitto assoluto » e Iside stessa hanno compiuto nei
millenni lungo « l’immaginario occidentale ». Una sequenza che è solo l’ultimo tentativo
di evocare la « leggenda dell’Egitto » affiorata dopo la scomparsa materiale di
quella civiltà, secondo un processo nostalgico che agli occhi di Citati si estende a una
perdita ben più profonda, archetipica: quella dell’originaria harmonia mundi, che la
« favola per bambini » di Mozart e Schikaneder si illude, illudendoci, di poter rivivere.
Singspiel in due atti musicato da Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Emanuel
Schikaneder (1751-1812), Il f lauto magico – che qui presentiamo nella storica traduzione
di Gian Piero Bona – andò in scena per la prima volta nel settembre 1791 al
Theater auf der Wieden di Vienna.

il-flauto-magico

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